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La Sicilia brucia. Colpa di criminali o di piromani? Intanto le fiamme annientano la macchia mediterranea

di: Dott.Francesco Marino - del 2017-07-26

Immagine articolo: La Sicilia brucia. Colpa di criminali o di piromani? Intanto le fiamme annientano la macchia mediterranea
  • Nella foto tratta dal web, è riprodotta l’immagine di un vigile del fuco impegnato nell’azione di spegnimento di un pericoloso incendio. In questi giorni stiamo assistendo, quasi inermi, al proliferare di pericolosi incendi in tutta la nostra Isola. In provincia di Trapani, Salemi e Castellammare del Golfo sono i luoghi che appaiono più colpiti dal fenomeno il quale, certamente, non ha risparmiato altre località. Le conseguenze non sono indifferenti.

    Distruzione e annientamento d’intere aree hanno procurato ingenti danni all’economia del territorio e all’ecosistema.  

    Chi è il piromane?  E’ possibile ricostruire un profilo psicologico del piromane?  

    Studi sul crimine collegato al fuoco sono stati svolti negli Stati Uniti dalle unità della FBI (Federal Bureau of Investigation o Polizia Federale degli Stati Uniti d’America). In Italia, spiccano le analisi del prof. Marco Cannavacci, specialista presso l’Ispettorato Generale del Corpo Forestale dello Stato. Utilizzando le loro ricerche, proveremo a ipotizzare il profilo psicologico del piromane.  

    Nessun profiler sarà mai in grado di fornire il nome del piromane. Tuttavia, si potranno tracciare le caratteristiche basilari attribuibili alla personalità del criminale votato a quella specifica attività delittuosa.

    Non possono essere compresi in questa categoria gli incendiari, cioè coloro i quali appiccano il fuoco per lucro (es. Truffa all’assicurazione), per terrorismo politico, vendetta o per cancellare tracce di altri delitti.  Piromania è un termine che viene dal greco (fuoco – mania) e sta a puntualizzare un’ossessione verso il fuoco, le fiamme e i loro effetti. 

    La piromania è certamente una categoria psichiatrica che rientra tra i disturbi del controllo degli impulsi. Può comportare la ripetizione degli atti. Ha una base psicopatologia che esclude tutti i movimenti materiali.

    Il piromane non sente di essere malato, non chiede e non è motivato a una terapia.

    Il fuoco susciterebbe nel piromane forti emozioni con ritorno di appaganti gratificazioni. L’incendio genera in lui robusto piacere e, quindi, desiderio di rivivere l’eccitazione.

    Ciò stabilirebbe una forte attrazione tra il fuoco e il piromane che produrrebbe serialità e ritualità. Chi soffre di piromania, sente il ripetuto bisogno di appiccare l’incendio perché l’atto stesso indurrebbe in lui euforia, piacere e sollievo.  Non di rado è lo stesso piromane a lanciare l’allarme dopo avere appiccato il fuoco.

    Egli non abbandonerebbe la scena del crimine e potrebbe essere mescolato ai soccorritori. Le sirene, i concitati interventi dei soccorritori, le preoccupazioni di chi è in pericolo sono elementi che procurano piacere a questo soggetto deviato. I commenti suoi social, le notizie dell’incendio sui media e la stampa, purtroppo, rinforzano il meccanismo patologico.  

     Secondo la F.B.I e le notizie rilevabili dalle statistiche immagazzinate nella propria banca dati, il profilo tipo del piromane corrisponde a una persona tra i 30/40 anni, single, che vive prevalentemente in campagna. Avrebbe un basso livello intellettivo e una bassa scolarità. Spesso abuserebbe di alcolici. Avrebbe tratti antisociali e non percepirebbe rimorsi dalla sua azione criminale. Avrebbe manifestato ribellioni durante la sua adolescenza generati da eccessive proibizioni.  

    Il piromane agirebbe dapprima vicino a casa per poi allargare, progressivamente, il proprio raggio d’azione ma limitandolo a luoghi di sua conoscenza. Agirebbe in prevalenza in estate ma è attivo tutto l’anno. Per la F.B.I., il raggio d’azione del piromane è circoscritto a non oltre cinque kilometri dal proprio domicilio.      

    A focalizzare gli stetti legami tra il fuoco e il crimine, si può fare ricorso a espressivi esempi di sovrapposizioni di serial Killer risultati anche piromani. David Berkowitz, artefice di sei omicidi a New York è stato anche autore di ben 1400 incendi. Al tedesco Peter Kürten, reo confesso di almeno trenta omicidi, si possono attribuire ben oltre quaranta incendi. Si può pensare che sia il piromane a far nascere l’incendio, ma non è così.

    È l’incendio a creare il piromane: questo a causa delle forti e piacevoli entusiasmi che la vista del fuoco è in grado di suscitare nei suddetti soggetti malati.

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