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Muore falciato da una moto a Salemi. Arriva la sentenza di condanna. Protesta dei familiari

di: Redazione - del 2017-07-08

Immagine articolo: Muore falciato da una moto a Salemi. Arriva la sentenza di condanna. Protesta dei familiari
  • Era deceduto a seguito delle gravi lesioni subite da un centauro, adesso arriva la sentenza.  Il Gip del Tribunale di Marsala, Sara Quittino, con la sentenza di patteggiamento emessa nei giorni scorsi, ha condannato G.G 22enne di Salemi alla pena di anni uno e mesi sei di reclusione, condizionata all'espletamento di lavoro non retribuito in favore della collettività per la durata di mesi nove, oltre alla sospensione della patente di guida per la durata di anni uno e mesi otto.

    I fatti avvenuti a Salemui risalgono al pomeriggio del 3 novembre del 2015 quando G.G alla guida di un motociclo KTM di grossa cilindrata, privo di assicurazione ed a velocità elevata, investiva un pedone, Angelo Palmeri 70 anni, il quale si trovava sulla via San Leonardo vicino al marciapiedi, trascinandolo per diversi metri e provocandone la morte.

    Mentre il pedone restava sulla strada sanguinante, il motociclista è risalito in sella, dandosi alla alla fuga.L’anziano i rimaneva privo di sensi sull'asfalto, motivo per cui veniva soccorso da alcuni passanti e trasportato d'urgenza presso il nosocomio di Castelvetrano dove, a causa dei gravi traumi riportati, giungeva cadavere.

    Il motociclista è stato poi rintracciato dai Carabinieri di Salemi che lo hanno denunciato all'Autorità. Non è stato difficile ricostruire anche per il perito Luigi Simonetto tutta la dinamica dei fatti, che hanno fatto immediatamente scattare la denuncia nei confronti dell’imputato, che aveva avuto in precedenza ottenuto il beneficio della sospensione condizionale della pena.

    I familiari della vittima, difesi dall’avvocato Francesco Salvo di Salemi, manifestano la loro delusione per l'esiguità della pena inflitta all'imputato, il quale non dovrà scontare nemmeno un giorno di carcere e preannunciano azioni civili al fine di ottenere un risarcimento per la perdita del loro congiunto.

    La stessa Rita Palmeri figlia del defunto esprime il suo disappunto: "Abbiamo aspettato un anno e otto mesi per questa sentenza davvero ingiusta, se pur con condanna, ma ridotta a 9 mesi di servizi sociali. Cioè ‘il nulla’. Ovviamente dopo un anno e otto mesi di vita libera. Per la giustizia italiana la vita di mio padre valeva 9 mesi di servizi sociali in una condotta agraria a Marsala. Che fatica sarà, veramente! Io non lo so chi bisogna essere in questo Paese per avere giustizia e soprattutto dare dignità alle vittime. Un uomo, mio padre, che ha lavorato una vita per vivere, per pagare le tasse allo Stato, da quello stesso poi non essere tutelato. Allora chiunque si può mettere in strada a scorrazzare, uccidere e non essere condannato.

    Perché oggi, nel 2017, con tutto il rispetto per gli animali, la vita di un cane vale di più di una vita umana. La legge sull' omicidio stradale è stata approvata perché Renzi ha insistito, dal momento che gli era morto un amico”.

    Fin qui lo sfogo dei familiari della vittima, la cui morte fece scalpore a Salemi per la crudeltà dell’evento, anche se poi pare che il giovane si costituì dopo lì’incidente. La sentenza parla comunque di: condanna per omicidio colposo e omissione di soccorso, con sospensione della patente per oltre un anno, troppo poco per i familiari della vittima che si aspettavano una sentenza più dura da monito per gli altri.

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