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Ieri l'ultimo saluto della comunità salemitana ad Antonino Ardagna. Commozione e cordoglio

di: Elio Indelicato - del 2017-09-08

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  • Salemi ha dato l’ultimo saluto ad Antonino Ardagna, 16enne che avrebbe quest’anno frequentato in quarto anno dell’Istituto Tecnico Commerciale.

    La Chiesa dei Cappuccini di Salemi, gremita in ogni ordine di posti, dove c’era anche il gonfalone del Comune di Salemi, ha visto la concelebrazione della messa con tanti parroci arrivati anche da Mazara con la presenza di Don Vito Saladino. Ma a celebrare la messa in effetti è stato Don Nicola Lombardo, per lui una messa speciale, perché è lo zio di Nicola, (fratello della madre) che è arrivato dall’Aquila nei giorni scorsi e ha prima confessato il nipote a Palermo e poi ha dato l’estrema unzione.

    La sua voce a volte si è fermata, il nodo alla gola si è fatto sentire, ma è andato avanti ed ha parlato ai giovani raccontando una delle ultime frasi di Antonino: ”mamma ho paura, e la mamma gli ha risposto stai tranquillo, Gesù è vicino a te”.

    Poi ha continuato Don Nicola Lombardo guardando negli occhi la mamma di Antonino, sua sorella: ”Gioiamo perché Antonino è andato in Paradiso, ma comprendiamo la sofferenza della famiglia ,delle sorelline e di tutti quelli che gli hanno voluto bene”.

    Don Nicola ha visto nascere il nipote e gli ha dato purtroppo anche l’ultimo saluto. Tanti giovani commossi, una messa “condita” da tanti canti. Poi alla fine una lettera letta dall’amico d’infanzia Antonino Robbino che ha fatto “scoppiare” un applauso lunghissimo: ”Ciao Nino, sei sempre con noi. Avevi delle grossi cicatrici nelle spalle, a seguito dell’incidente adesso lì si attaccheranno le tue ali per volare in cielo.”

    Non poteva mancare il saluto delle insegnanti di Antonino Ardagna, con semplici parole lette dall’insegnate di religione Giuseppina Giunta ”Mai avremmo voluto vedere vuoto quel banco di scuola della tua classe. Speravamo che ce l’avresti fatta. Eri un ragazzo garbato, solare sorridente e felice quando ci hai comunicato che saresti venuto con i tuoi compagni in Slovenia, cosa che hai fatto.”

    Un’ora e passa di commozione anche quando un giovane prete di Mazara ha detto: ”Aprite i vostri cuori a Dio, arrabbiatevi con Lui, ma non abbandonatelo mai”.

    Poi la bara bianca, portata a spalle, è stata “salutata” da un lancio di tanti palloncini bianchi, mentre partiva un sincero applauso da parte delle centinaia di persone presenti. Questa la cronaca di un funerale “speciale”, come speciale era Antonino.

    Adesso il tutto passa alla Magistratura, che dovrà accertare le cause della morte di Antonino che si stava preparando per andare ad affrontare una serie di interventi ad Imola che si sperava gli avrebbero restituito l’uso delle gambe,ma non ce l’ha fatto ad arrivare in quell’ospedale.

    La dinamica dell’incidente rilevata dai Vigili Urbani di Salemi porta la data del 21 luglio quando Antonino Ardagna, che a dicembre avrebbe compiuto 17 anni, con il suo motorino da cross si è scontrato con una moto trebbia, finendo sotto le lame della stessa, nonostante la presenza del grosso mezzo fosse stata segnalata da un’auto che la precedeva con la bandiera rossa. Un tragico destino per un ragazzo che aveva una vita tutta da vivere e che la stava affrontando, con la spensieratezza della sua età.

     

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