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Il web tra giochi on line, tecnologia e fatturati in costante crescita. Dal 2014 ad oggi crescono i numeri

di: Francesco Parrino - del 2017-08-31

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  • Dal 2014 ad oggi il numero dei giocatori on line ha avuto una crescita da capogiro. Era il 2014 quando si parlava di una timida crescita del 20% nel settore del gaming on line. Oggi la situazione è radicalmente cambiata. Cambiati i gusti, cambiati i consumi e i consumatori, ma soprattutto cambiati i dispositivi.

    Ma torniamo a quanto dichiarava il World Economic Forum nel 2014, ovvero che in Italia la componente digitale del fatturato delle varie industry erode sempre più velocemente i ricavi delle attività tradizionali, che spesso non sanno contrastare o inglobare efficacemente la proposta virtuale.

    Anche il Sole 24 ore in un’inchiesta riferiva che “il canale distributivo digitale spesso viene sottovalutato perché i numeri assoluti non restituiscono in maniera diretta il vero valore, perché l’innovazione non cresce in maniera lineare”. Questo, in linea generale, il quadro del tempo, si parlava di e-commerce ma anche di consumi su internet.

    Oggi sono sempre di più gli italiani che giocano in rete, un esempio è quello del poker on line, col 15,4 % in più, un anno dopo rispetto al 2016, pari ad un incasso di 7,4 milioni di euro. E con introiti complessivi per una cifra superiore agli 80 milioni di euro nella versione tornei online e skill games e la bellezza di circa 218 milioni nei cash game.

    Di fianco a quello del poker vi è una costante crescita dei casinò online, con un fatturato aumentato del 26% circa. Cifre stimate intorno ai 134 milioni di euro incassati nel primo trimestre dell’anno. Questo ha contribuito allo sviluppo di siti informativi a tema gioco che, sfruttando il costante interesse degli utenti, offrono ogni tipo di informazione sui giochi, soprattutto quelli più in voga, ovvero le slot machine online, generando introiti grazie alla pubblicità.

    Ma se queste sono le cifre, chi è che le alimenta?

    Sfatiamo il mito, rompiamo gli stereotipi. Non si tratta più di Nerd. Non è necessariamente un adolescente e soprattutto non è un Hikikomori (termine giapponese usato per riferirsi a coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento) computer-dipendente. Per identificare chi cerca svago in rete dobbiamo innanzitutto accogliere l'idea del multitasking: la capacità, e ormai necessità, di effettuare più cose contemporaneamente.

    Guardare un video su youtube, chattare, giocare on line e al tempo stesso ascoltare musica. La tecnologia si è perfettamente integrata nel quotidiano e ridefinisce ogni giorno i suoi equilibri. Oramai siamo abituati a gestire in contemporanea più flussi di informazione e quindi ad interagire sempre in contemporanea attraverso più media.

    Se quindi sto guardando/ascoltando DJ Khaled - Wild Thoughts ft. Rihanna, Bryson Tiller (334.556.113 visualizzazioni, n.d.r.) nulla esclude che contemporaneamente giochi on col tablet, mentre dallo smarphone posto un selfie appena fatto su Instagram.

    Ecco chi siamo, parlando di intrattenimento e non solo... Ecco il nostro identikit, in cifre e in consumi. Post nerd? Millennials (con il limite dell'età)? O semplicemente e definitivamente multitasking?

     

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