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"Gli alunni come se fossero nipoti. Ecco perchè ho pulito la piazza". Intervista a nonno Nino

di: Elio Indelicato - del 2017-09-12

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  • In un momento difficile per Castelvetrano per le note vicende legate allo scioglimento del Consiglio comunale, Giunta , Sindaco e altro, una buona azione, un gesto di attaccamento alla propria città fa ben sperare. Eppure Nino Fontana​, 73 anni, afferma di non avere fatto nulla di strano nel ripulire con scopa e paletta tutta l’area antistante l’ingresso della Scuola Ruggero Settimo, sede del 2°Circolo didattico pronta per ospitare gli alunni.

    Un regalo agli alunni, ma in silenzio, senza clamori. Poi alla fine nonno Nino spiega il motivo della sua iniziativa di cui via abbiamo parlato giorni fa (clicca qui per leggere l'articolo): ”Il decoro urbano credo sia lo specchio di ogni città. Non ho fatto nulla di speciale, non mi ha incaricato nessuno, non era decoroso vedere una piazza piena di tutto e di più.”

    Alla domanda della presenza di qualche operatore ecologico la risposta è negativa: ”Ho visto crescere, visto che abito di fronte la Scuola, intere generazioni e con queste anche i genitori con i quali capita spesso che mi soffermo a parlare. È come se fosse casa mia qua.”

    Ma l’amore per il quartiere Badia e per la Chiesa attigua alla scuola in particolare, i cui spazi vengono puliti anche da Nino Fontana, è forte anche per un ricordo indelebile che lo lega alla moglie: ”Mi sono sposato il 13 gennaio del 1968, era di sabato una giornata di festa per tutti, ricordo ancora i particolari, il prete che ci ha uniti in matrimonio.

    L’indomani sera il terremoto che sconvolse il Belice non ha risparmiato la Chiesa che è quasi completamente crollata, tranne parte della facciata. Il dispiacere fu grande un colpo al cuore, tutti ci adoperammo per far qualcosa. Venne montata una baracca dove venivano officiate le messe da padre Nicolò Barresi e celebrati i matrimoni. Poi finalmente la ricostruzione. Dopo tanti anni adesso gli spazi esterni sono contigui e li pulisco specialmente ogni qual volta ci sono eventi particolari, spesso anche la domenica.”

    Nonno Fontana si stranizza quando gli chiediamo se possiamo fotografarlo: ”Guardi a me piacerebbe che ogni scuola avesse dei nonni vicino agli alunni, come quando anni fa all’entrata e all’uscita della scuola aiutavamo gli alunni ad attraversare le strada, spesso non interdetta al traffico delle auto e con il pericolo sempre dietro l’angolo, nonostante comunque la presenza dei Vigili.”

    Dare il buon esempio è il primo passo verso la costruzione di una società che mette al primo posto la salute dell'ambiente, e non la pigrizia. E lo stesso avrà pensato, probabilmente, Antonino Fontana, che non ha nemmeno chiesto un compenso per il suo lavoro.

    Forse, a lui basta la soddisfazione di aver contribuito al benessere di un paese laddove il supporto dell'amministrazione si sente poco o addirittura viene a mancare. E non è la prima volta che volontari si fanno carico della pulizia delle strade.

    Succede anche, da un po' di tempo, al Sistema delle Piazze, dove sono stati dei volontari a ripulire la Fontana della Ninfa e a rimuovere le scritte che avevano rovinato i muri della Chiesa del Purgatorio. La situazione d'emergenza rifiuti dei mesi scorsi probabilmente avrà contribuito a fare crescere soprattutto nei giovani nn senso maggiore del decoro urbano e del rispetto dei propri siti, magnificati spesso dai turisti e non dai residenti.

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