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Finite le vacanze e finiti i problemi? Eppure un tempo a CVetrano la differenziata era la normalità

di: Irene Bonanno - del 2017-09-14

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  • Sono finite le cosiddette vacanze che per noi cittadini di Castelvetrano proprietari di una abitazione nelle vicine borgate di Triscina o di Selinunte non lo sono affatto, dovendo aggiungere al solito tran tran quotidiano anche l’andare in spiaggia e l’eventuale bagno a mare che, come sono solita dire io, diventa anch’esso “sirvizzu”.

    Ma come dicevo, finite le vacanze, si rientra in paese e si ritrovano gli stessi ‘ntifici problemi, come direbbe Camilleri, lasciati qualche settimana prima ma non dimenticati per i quasi quotidiani ritorni in paese.

    A parte il problema dell’acqua che pare sia stato individuato e che verrà  del tutto risolto, rimane implacabile il problema della spazzatura. Il danno economico provocato dalla presenza della spazzatura nelle strade, negli angoli più o meno visibili ma percepibili dall’odorato, è inestimabile.

    I turisti incantati dalla bellezza del mare, dagli stupendi colori dei nostri tramonti, dalla maestosità dei nostri “pezzi” (così sono chiamati affettuosamente i resti archeologici di Selinunte) sono stati disgustati dalla presenza di montagne di spazzatura nauseabonda e ovviamente non si sogneranno nemmeno di suggerire agli amici e parenti di venire in  vacanza qui da noi e sconsiglieranno le agenzie viaggi etc.

    Mi verrebbe da chiedere, per esempio, al proprietario dell’Hotel Alceste come ha potuto permettere che proprio davanti la sua struttura si accumulassero giornalmente montagne di sacchi neri di spazzatura puzzolente alta più di due metri? Che spiegazioni ha dato ai poveri avventori del suo albergo mentre non gli ha nemmeno sfiorato l’anticamera del cervello l’idea di fare la differenziata?

    Come può succedere tutto ciò in un paese cosiddetto civile, dopo che il progresso e la tecnologia hanno raggiunto risultati incredibili, in un paese di villeggiatura e che dovrebbe essere a vocazione turistica?

    L’idea del Commissario di imporre la differenziata a Triscina e a Selinunte quindi non ha dato i risultati sperati o meglio non ha proprio dato risultati se non avere le due borgate e anche il paese pieni di spazzatura, tutti i giorni e a tutte le ore. Infatti come sperare che gente disabituata per non dire maleducata, dall’oggi al domani imparasse a differenziare la spazzatura? Ma non ci si aspettava neanche che degli inqualificabili cittadini buttassero il loro sacchetto di spazzatura dopo neanche cinque minuti dal passaggio del mezzo che l’aveva raccolta.

    In altri tempi non molto lontani in verità, di spazzatura se ne produceva ben poca.

    Il cosiddetto umido veniva buttato nei campi e lo stesso veniva differenziato almeno da una buona parte degli abitanti perché diventava cibo per gli animali da cortile.

    L’acqua non si comprava, ma si beveva quella del pozzo o quella corrente, quindi niente bottiglie di plastica, la birra o le altre bibite a parte quelle che si confezionavano in casa con le bustine o con le essenze erano in bottiglie di vetro a rendere, si usava un solo detersivo per lavare la biancheria, la lisciva che si comprava a peso, i piatti si lavavano nel brodo della pasta, i pavimenti si lavavano con il profumatissimo sapone molle sciolto nell’acqua bollente etc.

    La gente oltre che dentro  puliva anche davanti la casa, gli spazzini spazzavano le strade e poi passava anche la macchina che le lavava. Questo quando eravamo incivili!!

    Adesso che ci siamo civilizzati compriamo l’acqua contenuta in bottiglie di  plastica che magari è tenuta al sole e poi al freddo e poi ancora al caldo per anni; compriamo la birra in lattine o in bottiglie che vanno buttate; compriamo decine di detersivi (lì siamo molto a bravi a differenziare) uno per i capi bianchi, l’altro per quelli neri, l’altro per la lana, uno per la seta, uno per le macchie di unto, l’altro per le macchie di sugo etc.; per poi passare all’anticalcare, allo sbiancante, al deodorante per il water, quello per gli ambienti, quello per gli armadi; tutto regolarmente contenuto in contenitori di plastica che vanno altrettanto regolarmente buttati via!

    Nessuno ha la bacchetta magica per la risoluzione dei problemi ma se non si comincia in maniera sistematica e a poco a poco a rimodulare il futuro, ben presto potremo scrivere la parola fine.

    Per tornare a noi, impariamo ad utilizzare i detersivi alla spina, (esistono in paese più attività commerciali dove è possibile acquistarli)  l’acqua dei distributori automatici magari chiedendo che ne venga installato uno per ogni rione tanto per cominciare, inventiamoci una ditta che possa ritirare le bottiglie di vetro senza distruggerle e che possa rivenderle alle industrie.

    Differenziamo la carta per poterla riutilizzare evitando la distruzione di migliaia di alberi, magari cominciamo da lì. Evitiamo di buttare cartacce e cicche per strada, insomma impariamo ad avere rispetto dell’ambiente, degli altri e di noi stessi.

    Diamoci una mossa, non piangiamoci addosso e diamo tutti una mano. Forse riusciremo ad essere meno stressati, più motivati ed anche un poco più felici. 

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