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Accesso all'Acropoli di Selinunte. Cancelli aperti e denunce. Arrivano Carabinieri e Polizia

di: Elio Indelicato - del 2017-09-10

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  • I cancelli dell’area di proprietà del Parco Archeologico di Selinunte a Marinella di Selinunte nella via Piagafetta sono rimasti quest’anno chiusi, in quanto è stata revocata la concessione ad una Associazione che ne aveva la gestione.

    Intanto, su denuncia di un cittadino, sono arrivati sul posto Carabinieri e Polizia che vogliono vederci chiaro sull’uso di un attiguo accesso al mare utilizzato da un Lido, di recente realizzazione, che utilizza una porzione di stradella sterrata per fare arrivare i clienti agli ombrelloni. E' stata denunciata anche la presenza di un bagnotto chimico, mentre il titolare del lido minaccia anche lui denunce.

    Insomma una querelle sulla quale gli organi inquirenti vorranno vederci chiaro se ci sono stati abusi o meno o se invece c’erano tutte le autorizzazioni del caso per l’utilizzo di quell’area.

    Intanto della “Baraca”, come veniva chiamata la struttura in legno, che si trovava all’interno di quell’area, resta poco e pare che sia diventata un bivacco di extracomunitari.

    Un’area boschiva che dal Comune era stata data in affidamento ad un’Associazione affinchè ne curasse il verde. Ma i ragazzi dell’Associazione avevano cominciato a vendere qualche panino e qualche caffè, fino a quando non è per loro arrivata la denuncia e la revoca della concessione da parte del Comune dell’uso della stessa area, lo scorso ann

    Motivo anche la realizzazione da parte dell’Associazione “Green Hand” di una piattaforma in legno smontabile, di tredici metri per otto, senza la dovuta autorizzazione. Era stato il Comando del Corpo Forestale, Distaccamento di Castelvetrano, a deferire all’Autorità Giudiziaria il legale rappresentante dell’Associazione a seguito anche dell’accertamento da parte dei tecnici comunali della realizzazione della stessa pedana alta circa cinquanta centimetri.

    Fatti che sono stati evidenziati nel novembre dello scorso anno e che sono stati oggetto di una delibera di Giunta che ne “sentenzia la revoca”. L’area che fa parte del Parco Archeologico e che dalla via Pigafetta scende dolcemente verso il mare era stata concessa al Comune di Castelvetrano perché la valorizzasse e ne concedesse l’uso per arrivare sulla spiaggia a pochi passi dall’Acropoli selinuntina.I giovani dell’Associazione l’avevano avuta in concessione rinnovabile a seguito di un bando, nel luglio del 2013.

    A loro carico la bonifica di tutta l’area, peraltro ben fatta, con la pulizia della superficie alberata, la realizzazione di una recinzione di circa cento metri, la sistemazione di una preesistente baracca in legno con l’apposizione di porte e finestre.I giovani prima di aprire la struttura avevano più volte anche pulito la spiaggia adiacente.

    Il Comune da parte sua nel 2012 aveva riqualificato lo spazio dell’ingresso con la sistemazione dei muretti a secco e la collocazione di un apposito cancello per evitare che bivaccassero persone all’interno di quell’area boschiva.

    Uno dei soci aveva dichiarato: "Avevamo fatto un progetto per collocare la pedana per consentire ai turisti e non solo a loro, di potersi sedere e godere della frescura degli alberi nelle giornate di arsura. Il progettista mi aveva anche rassicurato che trattandosi si struttura smontabile non era necessaria nessuna autorizzazione particolare e diciamo mi sono fidato, anche perché nel maggio del 2016 avevamo avuto rinnovata l’autorizzazione."

    Intanto la pedana è stata rimossa e sicuramente in quel pendio di attraversamento ritorneranno a crescere le erbacce e scomparirà la vegetazione mediterranea spontanea. I giovani avevano anche ospitato nel tempo, gli scout e organizzato il “Manuel Dub Festival” che aveva catalizzato la presenza di migliaia di giovani dal 9 all’11 agosto del 2014 e ogni anno ospitavano l’ handicamp del Rotary. Intanto quel cancello grande aperto ha creato il sospetto che quell’area revocata potesse essere utilizzata dai titolari del lido abusivamente.

    Il Direttore del Parco Enrico Caruso delimita i contorni della vicenda: "Siamo noi i legittimi proprietari dell’area che ci è stata restituita dal Comune. Mi era stato chiesto da parte dei titolari del Lido il permesso di potere utilizzare momentaneamente l’entrata principale della via Pigafetta per le operazioni di trasporto della struttura in legno smontata, richiesta alla quale abbiamo acconsentito".

    La speranza è che l’area non venga abbandonata e ritorni fruibile a tutti per arrivare alla spiaggia sotto l’acropoli.

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