• maxoptical

Ricordando la grande Folgore tra fuoriclasse, grandi dirigenti e il "Rivera" rossonero

di: Pietro Errante - del 2017-08-21

Immagine articolo: Ricordando la grande Folgore tra fuoriclasse, grandi dirigenti e il "Rivera" rossonero
  • E così finisce inopinatamente la Folgore, la nostra gloriosa Folgore, quella di Piccioli, Morana,Benito Marino, Zampolli, Corrao, Vadalà, Angeretti, Brugnera, Bertoglio, Dolce, Fontanella, Baldo Nastasi, i fratelli Lipido, Tilotta, Telari, Barresi, Gioia, Tranchina, Criscuolo, Di Ruocco, di tantissimi altri campioncini che hanno fatto la storia di questa grande società sostenuta negli anni dai presidentissimi Taormina, D'Arienzo, Genna, Bonanno, Mangiaracina, dall'indimenticabile Franco Lombardo, vero deus ex machina, autentico padre di questa meravigliosa creatura, capace di attrarre al "Paolo Marino, migliaia di tifosi, protagonista di epiche finali.

    Come dimenticare quella con la Massiminiana, con il Rieti e fornitrice di ben 4 nazionali alla grande Italia dilettanti degli anni '60 (memorabile la radiofonica di Nicolò Carosio che leggendo la formazione pronunciò i nomi di MORANA, MARINO, ANGERETTI, TRANCHINA).

    Mi riesce difficile credere che una città come Castelvetrano abbia permesso che si perdesse un simile patrimonio di storia e cultura sportiva. Mi riesce difficile credere che sia stato impossibile chiamare a raccolta tutte le forze imprenditoriali, i comuni tifosi per una sottoscrizione che consentisse l'iscrizione della squadra al torneo di serie D, conquistato dopo una trionfale cavalcata che sembrava presagire traguardi inattesi.

    Poi la gioia del trionfo, una strana conferenza stampa in cui si presentano addirittura tecnico e Direttore sportivo, si fanno proclami smentiti clamorosamente dalla mancata iscrizione della squadra. Da sportivo e tifoso della grande Folgore mi sia consentito di esprimere la mia profonda amarezza e delusione.

    Sergio Bertoglio è stato uno dei più grandi centrocampisti della grande Folgore degli anni '60.

    Ero poco più che un ragazzo in quegli anni e con mio papà, grande dirigente dell' U.S. Castelvetrano (sulle cui ceneri sorse la Folgore del grande Franco Lombardo e del fantastico Peppino Taormina, il presidentissimo supertifoso, focoso, appassionato) andammo al Paolo Marino per la partitella infrasettimanale del giovedì.

    Tra i Morana, Marino, Zampolli, Angeretti, Tranchina, Brugnera, Piccioli, tutti grandi campioni degni di ben più alte categorie, volteggiava a centrocampo una libellula dai piedi di velluto che era uno spettacolo nello spettacolo: si chiamava Sergio Bertoglio.

    Dai suoi piedi passava tutta la manovra dei rossoneri, tocco di palla sopraffino, visione di gioco e senso di posizione tipico della mezzala alla Rivera, con maggiore dinamismo e grande bagaglio tecnico.

    D'altra parte il nostro Bertoglio aveva un curriculum di tutto rispetto: un anno in B con la Cremonese, parecchi in C con l'Akragas (6 gol in un centinaio di presenze) poi l'approdo a Castelvetrano, i suoi straordinari campionati con la più grande Folgore di tutti i tempi, l'amore, le nozze , divenne un figlio adottivo di questa città nella quale ha vissuto il resto della sua vita tra l'affetto e la stima dei tanti amici tra i quali mi onoro di essere uno dei tanti, legato al ricordo di un grande campione, ma soprattutto di un grande uomo.

    Vuoi saperne di più su questa notizia? Clicca su "Mi Piace" Castelvetanonews o seguici su Twitter e riceverai prima di tutti le notizie dal Belice

  • Il mercatino dei lettori

    Invia il tuo annuncio

    Dopo aver selezionato l'immagine sarà necessario attendere la conferma, che verrà visualizzata qui in basso

    I più letti