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Partanna,"faccende personali durante orario di lavoro". Assolto dipendente. Comune pagherà 40 Mila Euro

di: Elio Indelicato - del 2017-07-27

Immagine articolo: Partanna,"faccende personali durante orario di lavoro". Assolto dipendente. Comune pagherà 40 Mila Euro
  • Accusato di assentarsi ingiustifivatamente durante gli orari di lavoro, ma nel 2007 non era ancora entrata in vigore la legge Brunetta sui licenziamenti.

    La Corte di Appello di Palermo ha accolto il reclamo ed ha annullato il licenziamento di Nicolò Accardo, emesso del Comune di Partanna destituito nel maggio 2015 a seguito di una sentenza di condanna per i reati di truffa e peculato ai danni del Comune stesso.

    L'Accardo era stato accusato di episodi di c.d. assenteismo risalenti a circa dieci anni fa, in particolare nel corso dell'orario lavorativo si sarebbe occupato di faccende personali utilizzando l'auto di servizio.

    Le indagini erano state compiute dalla Stazione dei Carabinieri di Partanna dopo che era loro pervenuto, all'inizio del 2007, un esposto anonimo che segnalava che il dipendente trascorresse buona parte delle mattinate presso un bar vicino agli uffici comunali.

    Il Comune, terminate le indagini, iniziava quindi un procedimento disciplinare, sospeso in attesa che si definisse il processo penale. Riatttivato nel maggio 2015 il procedimento disciplinare, il Comune di Partanna ordinava il licenziamento dell'Accardo. Il Tribunale di Sciacca aveva confermato il licenziamento ritenendo che i fatti addebitati avessero fatto venire meno il rapporto di fiducia.

    Ora, con la decisione depositata in data odierna, la Corte di Appello ha affermato, rimarcando il ragionamento del Tribunale saccense la cui sentenza, dice la Corte paleremitana, è sorretta da richiami inconferenti, che l'Accardo non poteva essere licenziato, potendosi applicare al massimo la sanzione di dieci giorni di sospensione dal servizio.Il Comune a questo punto dovrà immediatamente reintegrare il dipendente e corrispondergli la retribuzione non percepita dal 2015 ad oggi, gli interessi, i contributi e le spese legali. Il tutto per un risarcimento danni di almeno 40.000,00 Euro.

    Sul caso l'Avvocato del dipendente Gianni Caracci commenta: "La sentenza della Corte di Appello dà atto di una lunga serie di irregolarità commesse dal Comune di Partanna che dopo l'ingiusto licenziamento ha peraltro continuato ad infierire con diffide, atti giudiziari e pignoramenti, quasi a livello persecutorio, sul dipendente, che di recente anche la Corte dei Conti di Palermo, con sentenza dello scorso settembre, ha oltretutto prosciolto.

    La decisione in particolare evidenzia che il Comune datore di lavoro ha violato, con riferimento all'Accardo i principi generali di civiltà giuridica e ne ha leso, modificando ripetutamente le accuse, il diritto di difesa".

    Adesso il Comune di Partanna potrà proporre ricorso per Cassazione, ma essendo la sentenza provvisoriamente esecutiva scatta l’obbligo per l’Ente del reintegro del posto di lavoro del dipendente comunale 

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