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Tra sport e passione. Storia di "regolarità". Intervista a Giovanni Moceri

di: Catia Scoglio - del 2017-06-15

  • Giovanni Moceri, classe 1981, pediatra dell'ospedale dei Bambini di Palermo, ha incontrato la redazione di Castelvetranonews per raccontare la sua passione e i suoi successi. Giovanni è un grande appassionato di regolarità e ha preso parte a diverse manifestazioni. Ha vinto l'ultima Targa Florio, e nel suo bagaglio ha grandi vittorie ed una certezza: la regolarità è la sua passione.

    Il destino sembra averlo segnato subito, visto che a Campobello di Mazara, dove è cresciuto Giovanni, si respira la passione della regolarità, nata negli anni ’60, quando si pensò di ideare la “12 ore notturna”, con lo scopo di festeggiare i nuovi impianti di illuminazione.  E qui nasce la passione per i motori, che nel tempo si trasformò in quella per la regolarità.

    Giovanni racconta: “Mi sono appassionato alla regolarità casualmente, alla soglia dei miei 18 anni, assistendo allo svolgimento della 12 Ore Notturna a Tre Fontane;  vedere sfrecciare quelle auto, con il suono di sottofondo del "beep" (scansione acustica dei secondi), ha suscitato in me un profondo interesse.

    Una occasione unica e magica che ha l'uomo di misurarsi ed addirittura sfidare il tempo con l'ausilio di un mezzo meccanico; questa sfida contro il tempo e contro se stessi, interagendo istante per istante con un auto d'epoca e con un cronometro, ed ovviamente con le più disparate variabili ed imprevisti da considerare.

    In ultimo questa disciplina consente di utilizzare i capolavori dell'automobilismo dei primi del 900 nel loro stato di origine fino alle vetture più recenti degli anni 70 senza dover ricorrere a particolari equipaggiamenti”. 

    Come quasi tutti i ragazzi di Campobello, si avvicina alla regolarità come navigatore e nel 1999 la sua prima gara, la sua prima auto una Autobianchi A112 Abarth 58HP.  La sua passione ha fatto emergere un carattere forte e concreto, dove la sfida con se stesso è prevalente rispetto alla lotta con il suo avversario.

    Giovanni parla poi dei suoi successi, quelli ai quali si sente più legato: “Mi ritengo un privilegiato, avendo avuto l'onore di aver gareggiato lungo tutta la penisola con numerosissime auto d'epoca (dalle anteguerra del museo dell'alfa romeo alla mia Autobianchi A112 Abarth 58 HP) e con numerosi copiloti: cari amici di gioventù con i quali ho iniziato, alcuni giornalisti, il pilota Gordon De Adamich, il procuratore calcistico Tiberio Cavalleri, la regina della Regolarità Lucia Galliani moglie del mitico Giuliano Canè, l'attrice Kasia Smutniak, il dirigente del gruppo FCA Heritage Gianfranco Gentile, il mio abituale copilota Daniele Bonetti e non ultima mia moglie ValeriaTutto ciò, senza retorica, lo ritengo un successo, e quello al quale sono particolarmente legato è il prossimo che deve ancora arrivare”.

    Hai qualche brutto ricordo collegato ad una gara?

    Partecipare a questi eventi, specialmente per come li vivo io, non possono che lasciare sempre e comunque dei ricordi fantastici, anche se l'obiettivo prima di partire è cercare di dare il massimo nella speranza di conquistare la vittoria.

    Avere la fortuna di condividere questa passione con un gruppo di amici è ciò che rende tutto molto più bello e che ti arricchisce momento dopo momento. Ho il privilegio di far parte, fin dagli inizi, della scuderia più prestigiosa del panorama regolaristico ovvero la Loro Piana Classic e del gruppo automobilistico FCA (Fiat Chrysler Automobilies) Heritage”.

    Sei giovane, puoi dirci il tuo sogno nel cassetto?

    “Il mio sogno concreto è quello di continuare a coltivare questa passione con lo stesso entusiasmo dei primi momenti insieme alle persone più care, nonostante gli impegni professionali e familiari.

    Quest'anno insieme al mio team parteciperemo al campionato Grandi Eventi istituito da ACI Sport per il primo anno, con i prossimi appuntamenti della Coppa d'Oro delle Dolomiti a luglio e del Gran Premio Nuvolari a settembre, dopo aver disputato ad aprile la 101' Targa Florio Classic,  che ho vinto per la terza volta consecutiva con mia moglie Valeria sulla nostra Fiat 508 C del 1939”.

    L’intervista finisce ma il nostro orgoglio sportivo campobellese ci lascia con la promessa di nuove interviste e nuovi racconti sui suoi successi, in bocca al lupo e a presto dai tuoi estimatori!

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