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Quel controllore inflessibile e un cagnolino innamorato della sua padrona

di: Giuseppe Lo Sciuto (Sciupe') - del 2017-04-06

Immagine articolo: Quel controllore inflessibile e un cagnolino innamorato della sua padrona
  • Eravamo negli anni '80, cioè circa quattro mesi prima della chiusura definitiva della tratta a scartamento ridotto Castelvetrano-Ribera, chiusura avvenuta esattamente il 31/12 /1985.

    Era una bella mattinata assolata; la luce staccava con tagli sicuri gli spigoli dei muri delle case esposte  al sole  e le ombre si presentavano nette e scure. Il treno era ancora fermo alla stazione di Castelvetrano, il conduttore era salito da poco sulla piattaforma e aveva cominciato a controllare i biglietti dei passeggeri.

    La prima passeggera era una signora, non più giovanissima, ma ancora avvenente e profumatissima che, già seduta, teneva in braccio il suo cagnetto. Alla richiesta del conduttore di punzonare il biglietto la signora, glielo porse, ma il funzionario delle FFSS esclamò:  “Ma dovete pagare anche l'altro biglietto, Signora! “.

    “Quale biglietto? Un altro ancora? E perché? Perché sono un po' grassa e quindi valgo per due? Dlsse celiando la signora..

    “No, Signora. Dovete pagare il biglietto per il vostro cagnolino“. “ Ma è seduto sulle mie gambe, ce l'ho in grembo. E' così dolce, si chiama Dodo “. “Si paga per cagnetti ancor più piccoli del vostro“. “ Il mio Dodo non occupa alcun posto, quindi non è tenuto a pagare niente. Altro che se pagate!  

    In base all'articolo 34 del regolamento ferroviario, se un essere vivente è senza biglietto deve pagare non solo il biglietto, ma anche la soprattassa, perché lei, come da regolamento,non ha comprato il biglietto nella biglietteria della stazione oppure deve scendere dal treno".

    “Ricorrerò al capo stazione, reclamerò! “.

    “ Farete reclamo, ma pagate”.

    “ Non pago! “

    “ Pagate! “

    ” Giammai! “.

    Allora il conduttore, afferrò con calma per la collottola il cane e in un amen, con molta non chalance, lo depositò ai piedi della scaletta esterna del treno chiudendo nel contempo lo sportello.

    Il treno in men che non si dica partì. Il conduttore si stropicciò le mani in un fazzoletto e con maggior flemma disse alla signora: “Ora potete tranquillamente reclamare".

    La signora, ripresasi dallo stupore, inferocita, si sporse dal finestrino aperto, chiamando a gran voce il povero Dodo che si mise ad inseguire il treno che ancora arrancava per prendere velocità. Rientrato il capo nel vagone esclamò all'indirizzo del conduttore: “Assassino! “

    Poi più inferocita che mai, strappò via il berretto dalla testa del conduttore e lo lanciò fuori dal finestrino.

    Successe un parapiglia: e chi dava ragione alla signora e chi al conduttore, quando improvvisamente si sentì il fischio del treno che si bloccò nel giro di pochi metri con grande stridore di freni.

    Era successo che il macchinista, a discreta distanza, si era accorto che il passaggio a livello di Taschetta non era del tutto abbassato, per cui, come da regolamento, aveva bloccato la locomotrice.

    Mentre i due avversari si guardavano sempre in cagnesco ( senza offesa per i nostri cari quadrupedi, s'intende ), gli altri viaggiatori cominciarono a battere le mani e a dare in esclamazioni di gioia e felicità. Il cagnetto arrivava di gran carriera con in bocca il cappello.

    Subito il conduttore e la signora scesero dal treno, profittando che era ancora fermo e dopo che ebbero repentinamente recuperato quanto di loro proprietà, tra entusiastici battimani degli altri viaggiatori, si rassegnarono alla loro sorte, riflettendo che gli animali sono spesse volte più buoni e più intelligenti degli uomini.

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