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Io "nato con la cravatta” tra collezione, passione e un armadio "internazionale". Storia di Antonio Monte

di: Alessandro Indelicato - del 2016-12-02

  • “La cravatta, è l’uomo; è attraverso di essa che l’uomo si rivela e manifesta. Per conoscere un uomo, è sufficiente un colpo d’occhio su questa parte di lui che unisce la testa al petto”. (Honoré de Balzac)

    Ci sono star che non riescono a farne a meno: semplicemente giacca e cravatta sono parte della loro immagine. Da George Clooney, Leonardo DiCaprio, David Beckham, quando non indossa la sua solita T-shirt.  

    Che sia per andare in ufficio, per affrontare una riunione importante, per presenziare ad una cerimonia elegante la cravatta è un accessorio senza tempo che trasmette personalità e carattere all’abito.  

    A tinta unita, con fantasie geometriche o disegni astratti, dai colori sobri e tenui o accesi e vivaci. Non ci sono grandi regole: si possono abbinare per un completo raffinato ma anche lavorare sui contrasti di colori per occasioni più informali. 

    Tra le vie di Partanna è impossibile non aver prestato attenzione all'originalità e ai continui cambi di cravatte del Signor Antonio Monte, 72enne, con uno spirito da giovanissimo.

    Ha vissuto in Svizzera svolgendo il lavoro di picografo (la pirografia è una tecnica di decorazione del legno che fa uso di una punta metallica ad alta temperatura per lasciare una traccia "bruciata" sulla superficie lavorata).

    In seguito il trasferimento in Lombardia nelle Ferrovie dello Stato. Adesso si gode la vita di paese e l’affetto sincero degli amici che lo hanno ribattezzato “Nato con la cravatta” dal momento che il suo armadio può vantarne tantissime e tutte di verso colore e fantasia

    Alcune hanno attraversato tutto il mondo prima di entrar a far parte della sua vasta collezione. Abbiamo incontrato lo stesso Antonio spinti dalla curiosità di risalire alla nascita di questa passione mai tramontata nel corso degli anni.

    Antonio, ci racconti di più in merito alla nascita di questa passione per la cravatta?                    “La passione per la cravatta è nata quando ho capito che non amavo le mani sporche e dovevo trovarmi un lavoro più pulito perchè le mani sporche erano il mio assillo quotidiano”.                            

    Può svelarci dal punto di vista numerico quante ne contiene il suo armadio?  

    “Ho la fortuna di averne tantissime, di cui alcune molto vecchie. Alcune sono state buttate , anche per questione igieniche. Io non le colleziono, le uso tutte, dipende la giornata ma in linea di massima una per non più di due-tre giorni. Le indosso sempre da quando cominciai a fare il conduttore, cioè 46 anni fa. Da quell'anno indosso sempre le cravatte, agosto compreso".                                                              

    Mi parlava di cravatte provenienti dall"estero. Da dove esattamente?                                         

    "Tante sono americane, una cinese, alcune tedesche, altre svizzere, altre ancora dipinte a mano da una bravissima artista locale".                                                                                                           

    Le calde temperature non hanno mai costituito un problema? 

    "Per niente, la mia unica sofferenza è proprio quando sono senza cravatta, ma per fortuna non è mai successo. E’ un modo naturale di affrontare le giornate con il sorriso consapevole di essere me stesso senza alcuna voglia di voler passare per semplice esibizionista”.                                                    

    A Partanna hanno rivisto il detto "nato con la camicia” e lo chiamano "nato con la cravatta". Che sensazione prova?                  

    Partanna è un piccolo paese, abbastanza vivibile dove si vive tranquillamente. Non nascondo che qualche commento c’è sempre, forse perchè sono cravatte che non fanno parte del quotidiano, vuoi per i colori, vuoi per le figure, ma debbo dire che mai un commento fuori luogo.

    Anzi qualcuno viene per volerne prestata una, magari per qualche giorno particolare, qualcuno viene per il nodo, ma sono cose che faccio con piacere “.  

    Ha mai ricevuto proposte di vendita ?                                                                          

    “Qualche volta, ma io non vendo, per me sono importantissime. Se dovessi regalarne una, non sarebbe un problema dal momento che resta sempre una cravatta, da non confrontare al piacere che proverebbe un amico che ne chiede una.

    Dico che tranne alcune storiche potrei regalarle tutte senza rimpianti, ripeto: sono oggetti e non hanno nessuna anima”.                          

    Quanto spende mediamente per poter vantare una così vasta gamma?

    “Alcuni anni fa ne ho comprate 120 in una sola volta, ma anche ora, quando capita, qualche pazzia la faccio ancora” .                                                                                                                          

    Dalla seta stampata alla maglia di lana, i modelli più diffusi. Lei in base a cosa le seleziona un modello?                                                                                                                                   

    "Domanda interessante, alla quale rispondo liberamente. La selezione avviene al momento in armonia con lo stato d'animo con predilezione per quelle più strane e vistose”.

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